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Galileo:

Bontà d’animo! Forse intendete dire che, dal momento che non c’è più niente, che tutto il vino è bevuto e che le loro labbra sono secche, non gli resta che baciare la tonaca! Ma perché non c’è più niente? Perché mai l’ordine che regna in questo paese è l’ordine che esiste in un magazzino vuoto? Perché non v’è altra necessità che quella di lavorare fino a crepare? In mezzo a vigneti carichi di grappoli, ai campi folti di grano! Sono i vostri parenti contadini quelli che pagano le guerre scatenate dal vicario del pio Gesù in Spagna e in Germania! Perché Gesù ha posto la terra al centro dell’universo? Ma perché la cattedra di Pietro possa essere il centro della terra! E’ solo di questo che si tratta. Avete ragione voi: non si tratta dei pianeti, ma dei contadini dell’Agro Romano. E non venite a parlarmi dell’alone di bellezza che emana dalla vecchiaia! Sapete come si sviluppa la perla nell’ostrica? Un corpo estraneo insopportabile, per esempio un granello di sabbia, penetra dentro al guscio, e l’ostrica, per seppellire quel granello secerne calce; e in questo processo rischi la morte. Allora, dico io, al diavolo la perla, purchè l’ostrica resti sana! Le virtù non sono appannaggio unicamente della miseria, caro mio. Se i vostri genitori vivessero prosperi e felici, potrebbero sviluppare le virtù della prosperità e della felicità. Oggi, invece, i campi esausti producono coteste virtù di esaurimento, ed io le rifiuto. Amicole mie nuove pompe idrauliche potrebbero operare miracoli ben maggiori di tutto quel grottesco affaccendarsi oltre l’umana capacità…..Crescete e moltiplicatevi! Perché le guerre spopolano i territori e i nostri campi sono sterili. Bisogna dunque proprio mentire alla tua gente?

 

Ludovico:

Vedo che avete compiuto tutti i preparativi. Signor Galileo, la mamma ed io trascorriamo nove mesi su dodici nelle nostre terre in Campania e possiamo assicurarvi che i nostri contadini non si lasciano distrarre dalle vostre memorie sulle lune di Giove. Troppo duro è il lavoro nei campi. Ma, se venissero a sapere che ormai si possono attaccare impunemente le sante dottrine della Chiesa, potrebbero esserne turbati. Quegli infelici, non dovete scordarvelo, nella loro condizione di bruti, fanno un’accozzaglia di tutto. Sono come le bestie, né più né meno: roba da non credere. Basta che circoli la voce che una pera è cresciuta su un melo, e loro lasciano a mezzo il lavoro nei campi e si mettono a ciarlare.

 

 

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