Ma gli Dei
si vestirono in tutti i secoli delle armi de’
conquistatori; e opprimono le genti con le
passioni, i furori, e le astuzie di chi vuole
regnare.
Lorenzo,
sai tu dove vive ancora la vera virtù? in noi
pochi deboli o sventurati; in noi che dopo aver
sperimentati tutti gli errori, e sentiti tutti i
guai della vita, sappiamo compiangerli e
soccorrerli.
Tu, o
compassione, sei la sola virtù! tutte le altre
sono virtù usuraje.
Ma mentre
io guardo dall’alto le follie e le fatali
sciagure della umanità, non mi sento forse tutte
le passioni, e la debolezza ed il pianto, soli
elementi dell’uomo? Non sospiro ogni dì la mia
patria?
Non dico a
me lacrimando: Tu hai una madre e un amico - tu
ami - te aspetta una turba di miseri, dove
fuggi? anche nelle terre straniere ti
perseguiranno la perfidia degli uomini e i
dolori e la morte: qui cadrai forse, e niuno
avrà compassione di te; e tu senti pure nel tuo
misero petto il piacere di essere compianto.
Abbandonato da tutti, non chiedi tù ajuto al
cielo? non t’ascolta; eppure nelle tue
afflizioni il tuo cuore torna involontario a
lui: ti prostra, ma all’are domestiche.
O natura!
hai tu forse bisogno di noi sciagurati, e
riconsideri come i vermi e gl’insetti che
vediamo brulicare e moltiplicarsi senza sapere a
che vivano? Ma se tu ci hai dotati del funesto
istinto della vita sì che il mortale non cada
sotto la soma delle sue infermità ed ubbidisca
irrepugnabilmente a tutte le tue leggi, perché
poi darci questo dono ancor più funesto della
ragione? Noi tocchiamo con mano tutte le nostre
calamità ignorando sempre il modo di ristorarle.
Perché
dunque io fuggo? e in quali lontane contrade io
vado a perdermi? dove mai troverò gli uomini
diversi dagli uomini? O non presento io forse i
disastri, le infermità, e la indigenza che fuori
della mia patria mi aspettano? – Ah no! Io
tornerò a voi, o sacre terre, che prime udiste i
miei vagiti , dove tanta volte ho riposato
queste mie membra affaticate, dove ho trovato
nella oscurità e nella pace i miei pochi
diletti, dove nel dolore ho confidato i miei
pianti. Poiché tutto è vestito di tristezza per
me , se null’altro posso ancora sperare che il
sonno eterno della morte – voi sole, o mie
selve, udirete il mio ultimo lamento, e voi sole
coprirete con le vostre ombre pacifiche il mio
freddo cadavere. Mi piangeranno qugli infelici
che sono compagni delle mie disgrazie; e se le
passioni vivono dopo il sepolcro, il mio spirito
doloroso sarà confortato dai sospiri di quella
celeste fanciulla ch’io credeva nata per me, ma
che gli interessi degli uomini e il mio destino
feroce mi hanno strappata dal petto.
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