Una guerra, una storia, delle fredde isole nel nord della Scozia

550 soldati italiani che furono catturati in Africa durante la seconda guerra mondiale, finirono in un campo di prigionia (denominato campo 60) sulle isole Orcadi.
Ai prigionieri di guerra fu imposto di lavorare agli sbarramenti antisommergibili, che dovevano ostacolare le scorribande degli U boot tedeschi.

Dopo due anni di prigionia, padre Giacomazzi il religioso del campo, ottenne il permesso di costruire una piccola cappella, che i prigionieri eressero con quanto riuscirono a trovare tutto intorno a loro. Il compito di affrescare, la cappella toccò a Domenico Chiocchetti da Moena.
Finita la guerra la cappella restò abbandonata e senza manutenzione. Furono gli abitanti a restaurarla grazie ai fondi raccolti da un comitato locale, i quali poi scrissero agli ex prigionieri invitandoli sull’isola per rivedere il frutto del loro lavoro rimesso a nuovo, Domenico compreso.

Oggi la cappella, oltre a rappresentare un concreto simbolo di pace, è uno dei luoghi tra i più visitati delle isole Orcadi .

Trovo piacevole il fatto che siano esistiti avvenimenti come questo, avvenimenti che non possono che creare un profondo senso di poesia.

Non essere credenti, in un caso come questo, è un aspetto secondario. Restano i sentimenti di tutti noi che in una guerra così terribile, non debbano essere dispersi.

 

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