Poesie

Eugenio Montale

Il dottor Schweitzer

Gettava pesci vivi a pellicani famelici.
Sono vita anche i pesci fu rilevato, ma
di gerarchia inferiore.

A quale gerarchia apparteniamo noi
e in quali fauci…? Qui tacque il teologo
e si asciugò il sudore.


Georg Heym

Luna II

Già di sangue è assetato. In rossa veste
Stà come un boia al banco delle nubi,
Ed il tricorno, sulla nera testa,
Porta una piuma dai riflessi azzurri.

Poi sopra un vecchio campanile balza
E col flauto notturno i corvi attira,
Che ora nel vento sui sepolcri danzano
Al suono della sua candida tibia.

E i vermi, mentre a un corpo che marcisce
L’estremo rito funebre già celebrano,
Strisciano fuori al flauto che guaisce
Come un grido di morte nella tenebra.


Georg Heym

La notte

Con lunghi colli pendono le stelle
Di fuoco sulle torri che vacillano,
Sferzando i tetti. E la fiamma saltella
Come un fantasma per le vie sconvolte.

Finestre sbattono. E le mura antiche
Seza denti spalancano le porte.
Nelle fauci precipitano i ponti
E fuori c’è, ad attendere, la Morte.

Corre la gente intorno senza mèta,
Gridando cieca, con le armi in mano.
Giù nelle strade è un brusio sordo, e danzano
Agitate dal vento le campane.

Rosse e morte le piazze. E lune enormi
Con gambe ossute salgono oltre i tetti,
Illuminando ai malati che dormono
Le fronti scialbe come lini freddi.

Artisti contemporanei Roma

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